La storia del Ricetto della Torre di S. Mauro

Nell’anno 1029 il Marchese Olderico Manfredi donò un terzo della Valle di Susa all’Abbazia di S. Giusto in Susa. In questa donazione incluse la prepositura benedettina intitolata a S. Mauro di Almese. Risalgono a quel periodo le costruzioni della Chiesa e del Campanile. Circa 250 anni dopo (1285) si costruì il Castello, mentre il campanile divenne la torre che ancor oggi vediamo. É la parte meglio conservata di tutta la struttura, che fungeva da ricetto di derrate e mezzi agricoli del tempo, ma anche da sede di tribunale e di archivio dei monaci. É solo a partire dal 1624 che divenne la sede del Consiglio comunale di Rivera. Tra la fine del XIII secolo e il principio del XIV, iniziarono le costruzioni delle prime case di quelle che oggi sono Borgata Braida e Tetti S. Mauro (in quel periodo chiamata Villanova), dipendenza diretta del castello. Il suo periodo di maggior splendore coincide comunque con la metà del XVI secolo, mentre successivamente verrà sempre più spesso adibito a semplice residenza agricola. Con la soppressione dell’Abbazia di S. Giusto in Susa, nel 1772, i terreni, le case e la torre vengono vendute ai privati. Oggi sul lato nord sono individuabili il fossato e il passaggio in muratura per accedere al borgo, che ora sostituisce il vecchio ponte levatoio.